Al coniglio piace il fosso... non la gabbia!

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Il nome scientifico del coniglio è " Oryctolagus cuniculus " ed appartiene alla famiglia dei Lagomorfi.
Infatti, anche se comunemente reputato un roditore, egli non lo è per questa sua caratteristica nell'avere una doppia coppia di incisivi nella mascella disposti in parallelo e che, avendo le radici aperte, sono a crescita continua.
L'appartenenza alla famiglia dei " leporidi " è dovuta alla notevole lunghezza delle orecchie e degli arti posteriori, atti al salto, e di contro alla brevità della coda.
Per indicare quindi, secondo la nomenclatura scientifica il coniglio, bisogna usare la denominazione " ORYCTOLAGUS CUNICULUS ".
Il genere è " oryctolagus " che fa riferimento all'attitudine del coniglio a scavare e alla specie " cuniculus " che esprime la sua attitudine a costruire cunicoli. Dal coniglio domestico ( Oryctolagus Cuniculus ) sono derivate numerose razze e 41 sono quelle riconosciute dallo standard italiano. In natura il coniglio è un animale gregario. Scava lunghe tane provviste di svariate uscite e vi si rifugia durante il giorno e la notte, rimanendo comunque particolarmente attivo nelle ore crepuscolari ovvero alba e tramonto.

Un tempo i conigli si allevavano in fossi scavati nel terreno a circa due metri di profondità, dove i contadini riponevano le erbe ricavate dalla pulizia dei campi e, in tal modo, alimentandoli. Quando i conigli uscivano dai cunicoli per mangiarla, questi li catturavano chiudendone l'imboccatura. Lateralmente ad essa erano fissati due paletti sui quali veniva fatta scivolare una tavola che, trattenuta dai paletti, ostruiva l'ingresso, impedendo la fuga dei conigli all'interno dei cunicoli e permettendone quindi facilmente la cattura. Gli agricoltori invece hanno, con il passar del tempo, " abituato " il coniglio a vivere, alimentarsi e moltiplicarsi in gabbia, costringendolo ad una vita sedentaria, privandolo di un salutare quanto fisiologico esercizio fisico: snaturandolo quindi e mortificando le sue attitudini naturali.

Le finalità del gruppo di lavoro " per il coniglio di fosso " sono quelle di restituire dignità biologica ed etologica a questo splendido animale le cui carni, specie se allevato dignitosamente, costituiscono gli ingredienti del piatto, famoso in tutto il mondo, del " coniglio all'ischitana ". Infatti ad ischia si vuole suggerire e promuovere questo antico ma valido metodo di allevamento del coniglio.
Allevamenti non in gabbia ma in fossi appositamente predisposti in terreno, poco roccioso, che possa permettere all'animale di esplicare la sua naturale vocazione allo scavo di cunicoli al cui interno, protetto dalle alte e basse temperature, dall'umidità ed anche da predatori, forma colonie con la tipica dinamica gerarchica al cui vertice ritroviamo il maschio dominante.
Sono infatti gregario-coloniali e si riuniscono, tramite i cunicoli che hanno spesso direzioni confluenti, in gruppi più o meno numerosi, con territori delimitati. Nell'ambito del gruppo prevale la figura del maschio anziano, esperto e di solito il più grosso e forte del gruppo ed il cui esempio i giovani seguono per l'apprendimento comportamentale.
Le comunicazioni fra i conigli di uno stesso gruppo sembrano essere essenzialmente acustiche; infatti segnalano, battendo rumorosamente le zampe posteriori a terra, la presenza di un pericolo o il ritrovamento di una fonte alimentare copiosa.
Tenendo presente tutte queste ed altre caratteristiche, l'allevamento del coniglio " di fosso " ischitano è stato improntato in modo diverso dal normale, cercando di creare un habitat il più simile possibile all'originario.
I conigli non sono soggetti a forzature alimentari, a stress ambientali e/o a sofisticazioni ormonali, e sono nutriti esclusivamente, dopo lo svezzamento, con alimenti naturali ed essenze spontanee peculiari dell'habitat caratteristico dell'isola d'ischia.
ischia Rabbit - Tel: 3386689899
E-Mail: ischia@conigliodifosso.it